L’adesione dei Comitati Dossetti per la Costituzione alle manifestazioni popolari di ottobre

COMUNICATO STAMPA

Nell’aderire alle manifestazioni indette per rivendicare i valori costituzionali calpestati dal governo Berlusconi (dalla legalità al lavoro), i Comitati Dossetti si appellano all’art. 49 della Costituzione che attribuisce a tutti i cittadini il diritto (che è anche un dovere) di concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale. Questo diritto si può oggi quasi esclusivamente esercitare nelle manifestazioni popolari e di piazza, mentre è gravemente limitato e compresso in ogni sua altra Continua a leggere

I Comitati Dossetti aderiscono al No Berlusconi Day 2

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I Comitati Dossetti per la Costituzione sono stati fondati da Giuseppe Dossetti nel 1994, non appena si delineò la minaccia all’ordinamento repubblicano rappresentata dall’ascesa al potere di Silvio Berlusconi. L’intenzione era di mettere nelle mani dei cittadini la difesa e l’adempimento della Costituzione, nel momento in cui se ne propugnava la riscrittura e, come disse Dossetti, si pretendeva di ridurre “il consenso del popolo sovrano a un mero applauso al Sovrano del popolo”. Continua a leggere

Paradiso vuol dire libertà, la libertà è per il paradiso

Colloquio con Raniero La Valle: parla del suo ultimo libro “Paradiso e libertà”. Protagonista l’uomo, «quel Dio peccatore». Paradiso da salvare da chi pretende l’appalto del potere del mondo e taccia di moralismo le critiche al suo impero, dall’alba dei tempi a Berlusconi

di Maurizio Chierici

L’ultimo saggio di Raniero la Valle completa la trilogia pubblicata da Ponte alle Grazie: “Prima che l’amore finisca” analizza l’eredità del Novecento e “Se questo è un Dio” risponde alla questione di Dio che la modernità aveva chiuso. Quel Dio morto negli anni ’60, il Dio che la borghesia del benessere rifiuta di incontrare o nega di aver mai conosciuto.

•          Perché il libro riprende il filo dei saggi che lo precedono?

Perché avevo un debito. Io fin da piccolo sono stato nella Chiesa, ho patito la guerra, sono andato all’Università, ho diretto un quotidiano, ho vissuto il Concilio Vaticano II e ne ho raccontato, prima di ogni altro storico, la storia, perché ne facevo giorno per giorno la cronaca mettendo insieme notizie, documenti e testimoni. Sono stato sedici anni in Parlamento, prima al Senato poi alla Camera, ho partecipato per breve tempo al governo di Roma da un ufficio che stava sotto Marco Aurelio nella piazza del Campidoglio, ho girato molte terre, alcune in fiamme, ho Continua a leggere

Il Concilio mancato

di Raniero La Valle

C’è stato a Napoli, a metà settembre, il terzo degli incontri promossi da cristiani non dimentichi del Concilio e desiderosi di rimettere al centro “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”. I primi convegni, nei due anni precedenti, si tennero a Firenze, sull’onda di una sofferenza diffusa sulla situazione della Chiesa di oggi, soprattutto italiana; ma furono evitati i toni polemici e contestatari per volgere il discorso soprattutto al positivo.
Quest’anno, sotto il titolo bonhoefferiano “Pregare e fare ciò che è giusto tra gli uomini”, si è parlato della crisi: in Italia, della democrazia, della Costituzione e della giustizia; nella Chiesa, del Concilio; e qui la domanda è stata se il Concilio fosse stato tradito. Continua a leggere

Yaroslavl Berlusconi

di Raniero La Valle

Nel suo discorso di Yaroslavl Berlusconi ha riscritto (o meglio, raccontato) la nostra storia a modo suo. Secondo lui i costituenti, preoccupati di non ricadere nel fascismo, invece di dare il potere al governo e al capo del governo lo ripartirono tra le assemblee parlamentari, il capo dello Stato e la Corte costituzionale; per tale ragione il governo non ha la possibilità “immediata” (dimenticati i decreti legge) di intervento, ma “deve far passare tutta la sua attività attraverso l’approvazione delle Camere”. Le Camere sono dunque il difetto del sistema.

Nel racconto di Berlusconi c’è tuttavia una contraddizione: perché da un lato dice che “abbiamo avuto sessant’anni di vita democratica con il governo nelle mani dei partiti Continua a leggere

Stato d’eccezione

di Raniero La Valle 

Allo stato dell’arte (un po’ tragedia e un po’ farsa) Berlusconi ancora non se n’è andato.
La crisi politica di fatto si è aperta, la sua maggioranza è implosa, il suo conflitto con la giustizia e con tutti gli altri poteri dello Stato (salvo il presidente del Senato) si è fatto acutissimo, l’opposizione incalza, ma tutto ciò non si traduce in una crisi di governo, e il Paese è bloccato. In nessuna democrazia tale inerzia politica sarebbe possibile; da noi accade perché le istituzioni della Repubblica sono state snaturate, per responsabilità dei riformatori di destra e di sinistra, in modo tale da chiudere tutte le vie d’uscita e da lasciare che il potere fosse il solo giudice di se stesso.
Il “sovrano del popolo” creato dalla legge elettorale vigente contro ogni legittimità costituzionale, è stato costituito sovrano anche della crisi, come colui che decide lo “stato d’eccezione”.

Perciò solo Berlusconi può decidere di andarsene, oppure solo la sua maggioranza potrebbe abbatterlo con un clamoroso voto in Parlamento, cosa che però Fini e i Continua a leggere