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	<title>Comitati Dossetti per la Costituzione</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:51:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">di Raniero La Valle</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="anno della fede" src="http://stliq.com/c/l/7/74/16850646_motu-proprio-con-cui-si-indice-anno-della-fede-0.jpg" alt="" width="277" height="192" />“Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà fede sulla terra?”, è la domanda posta da Gesù agli apostoli. A giudicare dalla scarsa o nulla attenzione che viene prestata alla salvaguardia del creato, la cosa potrebbe non essere troppo lontana, e per non fargli trovare brutte sorprese la Chiesa cattolica ha indetto un “anno della fede” in coincidenza con i cinquant’anni dal Concilio.<br />
In effetti la fede e le Chiese attraversano una crisi di cui si parla poco perché non se ne occupano le agenzie di rating, ma non è meno grave di quella che, sotto altri profili, imperversa in tutta la società. Per quanto riguarda l’abbandono della fede da parte delle giovani generazioni in Italia, ne abbiamo parlato nell’articolo precedente.<br />
Perciò viene bene il richiamo al Concilio, per una rinnovata e straordinaria azione pastorale. Ma nell’indicare come fare, il cardinale Levada, prefetto della Congregazione dottrinale, mette avanti due risorse: una appunto, come di rito, è il Concilio, l’altra è il “Catechismo della Chiesa cattolica” e<span id="more-355"></span> addirittura il suo “Compendio”, nel presupposto che siano la stessa cosa, l’una speculare e traduzione dell’altra. Senonché se i contenuti sono gli stessi (e tuttavia non coincidenti, perché non tutte le enunciazioni di una fonte si trovano nell’altra), le metodologie di trasmissione della fede sono profondamente diverse: una è una metodologia narrativa, una “storia” di salvezza, che viene dal principio e continua tuttora, l’altra è una metodologia deduttiva, dottrinale, didattica. Giovanni XXIII convocò il Concilio perché capì in anticipo che con quest’ultima metodologia la fede non sarebbe stata più trasmissibile nel mondo moderno, occorreva un nuovo linguaggio; e mentre tutte le altre “narrazioni” mondane sfiorivano e cadevano dai cuori, il Concilio ripropose la narrazione cristiana con una forza di novità e di persuasione che lasciò tutto il mondo a bocca aperta. Rimettere ora in serie Concilio e Catechismo, perché ognuno scelga come crede, è come rimettere in serie la Messa in latino di san Pio V e la Messa decrittata della liturgia postconciliare, perché ognuno scelga quella che gli aggrada; ma in tal modo la guida pastorale si perde, e il Concilio è come se non ci fosse stato. Se invece si fa appello al Concilio per ridare corso alla fede, occorre riprendere quella grande narrazione.<br />
Inoltre, a interrogare il Concilio, si scoprirebbe che la Chiesa non è quella che appare nei giornali, ma è essenzialmente eucarestia, è coestensiva all’eucarestia; non che non ci sia altro al di là di questa, ma il Concilio dice che la liturgia è la fonte e il culmine di tutto ciò che la Chiesa fa prima e di tutto ciò che attua dopo la celebrazione del mistero pasquale. Dunque senza eucarestia non c’è Chiesa e la fede non vive.<br />
Eppure in crescente misura le eucarestie non si possono celebrare perché non ci sono preti, e saranno sempre meno i preti celibatari che realizzino il modello sublime di prete riproposto anche dal Concilio. Né è possibile pensare oggi a un sacerdozio sposato nella Chiesa latina; la questione è chiusa, hanno risposto i vescovi ai cristiani di base, come quelli austriaci, che lo chiedevano; e un gesuita francese, Joseph Moingt, ha riferito di un papa, precedente a quello regnante, che avrebbe detto: “So bene che dopo di me bisognerà ordinare degli uomini sposati, ma finché io vivrò manterrò la consegna”: e ci sarà sempre un papa a Roma che “manterrà la consegna”. D’altronde preti esemplari, fedeli al carisma del celibato, di grande statura, saranno sempre necessari alla Chiesa soprattutto per il ministero della riconciliazione, oggi caduto in disuso; ed è bene che non venga meno la confessione perché, come diceva Lutero, è importante che ci sia un’altra persona che annuncia al peccatore il perdono di Dio, come un fatto oggettivo, contro i ripiegamenti soggettivistici nel senso di colpa del “cuore incurvato in se stesso”.<br />
Per quanto però riguarda l’eucarestia sguarnita di preti, si potrebbe pensare a una diversa ripartizione di compiti tra i ministri ordinati dal vescovo, sacerdoti e diaconi. Come negli “Atti” gli apostoli decisero di dedicarsi soprattutto alla predicazione e alla preghiera, attribuendo ai diaconi il “servizio delle mense” (che nelle prime comunità non erano distinte dalla cena eucaristica), così potrebbero oggi i diaconi moltiplicarsi per provvedere al “servizio delle mense” dell’eucarestia, in nome e per mandato del vescovo.<br />
Il Concilio ha ripristinato il diaconato permanente, ammettendo diaconi sposati, ma non che i diaconi si sposino. A legislazione e disciplina vigente si potrebbero perciò ordinare diaconi sia uomini sposati, sia uomini che non intendano sposarsi, sia uomini che vogliano abbracciare ambedue le vocazioni, celebrando il matrimonio prima dell’ordinazione. E attraverso i diaconi, sposati e no, si potrebbe stabilire un nuovo dinamismo ecclesiale, e una circolarità tra laicato e clero, tra vita religiosa e vita comune, tra famiglie e comunità; e l’eucarestia potrebbe avere dovunque i suoi ministri, la Chiesa esistere e la fede essere annunziata.</p>
<p style="text-align:right;">Raniero La Valle</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/355/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=355&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Chiesa inerte</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:53:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">di Raniero La Valle</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="inerte" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQJlsJXA7jXasbCpZoeQxvYij2bpiGjhCffXA1O0B2DmV2Cwo38" alt="" width="259" height="194" />È questo il primo articolo che scrivo quest’anno e mi pare di non poter cominciare il 2012 senza un grido d’allarme sullo stato della fede e della Chiesa.<br />
Quest’anno, l’11 ottobre, cade il cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio e del discorso inaugurale di Giovanni XXIII che annunciava gioia alla Chiesa (“Gaudet mater Ecclesia”) e un “balzo innanzi” nella fede, contro i malauguri dei profeti di sventura; a partire da questo anniversario, comincerà poi, indetto da Benedetto XVI, l’ “anno della fede”.<br />
Tuttavia né la Chiesa cattolica appare in buona salute, né la fede appare rigogliosa. La Chiesa in Italia, liberata dal discredito che le veniva dalla contiguità con Berlusconi, non ha avuto un guizzo di vitalità, e giace inerte dinnanzi alla crisi tremenda che attraversa il Paese e scuote l’Occidente: né sa interpretarla, né sa dire parole di rinascita e di guida; l’unica cosa che si vede è una certa agitazione intorno a improbabili ritorni al potere di qualche élite cattolica obbediente.<span id="more-351"></span><br />
Più grave è la condizione della fede. Le chiese restano vuote, anche quando i “meetings” religiosi fanno il pieno. I dati riportati più avanti nell’articolo di Giannino Piana danno conto di questa crisi della religione in Italia, mentre un’inchiesta pubblicata nell’ultimo “Annale” della rivista Il Regno mette soprattutto in rilievo la questione giovanile: sia per la frequenza alla Messa e ai sacramenti, sia per la preghiera personale, sia nel dichiararsi credente c’è uno scarto generazionale imponente tra i nati prima del 1945 e le giovani generazioni venute al mondo dopo il 1981, una diminuzione che giunge fino a 31 punti percentuali. “Il calo più netto in tutti gli aspetti del rapporto con la religione – sottolinea l’inchiesta – riguarda proprio i giovanissimi. Sembra veramente di osservare un altro mondo”. C’è nei nostri figli – osserva la rivista dei dehoniani – un grado di “analfabetismo religioso molto alto”, sicché è una facile previsione che “quando i figli della generazione degli anni Settanta saranno padri”, il processo di secolarizzazione (nel senso specifico di estraneità alla fede) subirà un’ulteriore accelerazione.<br />
Del resto questa crisi del cattolicesimo non è solo dell’Italia. In un testo del teologo della liberazione José Comblin, che è stato ora pubblicato postumo da Adista, si descrive una crisi che ha una portata universale. In America Latina i contadini poveri, che fino a ieri stavano con la Chiesa, ora vanno con gli evangelici; milioni di adolescenti stanno perdendo la fede; i giovani, compresi i nuovi sacerdoti, non sanno cosa fu il Concilio, che non riveste per loro nessun interesse.<br />
In questa situazione ha poco senso chiedersi se viviamo in una società cristiana, e ancor meno se cristiane siano le sue radici; più necessario è chiedersi se ancora ci saranno cristiani.<br />
Sulla qualità cristiana della nostra società è bene del resto che la Chiesa sospenda il giudizio, perché spesso esso è stato sbagliato, come sono state sbagliate le corrispondenti apologie e condanne: è stata ritenuta cristiana “la Santa Romana Repubblica” medioevale (soprattutto grazie a Costantino) e forse era una fama usurpata, è stata dannata come non cristiana la società dell’illuminismo e delle libertà moderne, e forse cristiana cominciava ad esserlo, sicché anche oggi è bene astenersi da giudizi sommari e scomuniche. Certo molto cristiana non deve essere una società che al potere non ha più nemmeno Cesare, ma il Denaro il quale, se ha le chiavi del regno, è proprio l’Antagonista del regno di Dio; il denaro ci può stare nel regno, ma come colui che serve, per esempio per pagare la giusta mercede, non come quello che governa, perché allora è Mammona. E tanto meno è cristiana una società che butta a mare gli stranieri e fa loro pagare la tassa sulla povertà. Però può anche darsi che avesse ragione papa Giovanni quando vedeva sorgere un “nuovo ordine di rapporti umani”, anche se a nostra insaputa e al di là delle nostre stesse aspettative.<br />
Più vitale è piuttosto la domanda se ancora ci saranno discepoli del Regno, e come potranno esserlo, e come potranno portare essi stessi un annuncio di fede. Questo dovrebbe essere l’assillo e la passione delle Chiese, se non vogliono ridursi a reperti sociologici e finire nell’irrilevanza.<br />
E allora, che fare? Senza ipotizzare difficili e mirabili riforme, ci sono molte cose nuove che si possono fare a dottrina vigente e a legislazione ecclesiastica vigente, per offrire nuove strade alla fede e nuova linfa alla Chiesa. E non c’è nemmeno da inventare niente: è già tutto scritto nei testi del Concilio. Cinquant’anni dovrebbero ormai bastare alla loro quarantena, quindi possono essere risvegliati dall’anestesia. Qualcosa in proposito cercheremo di dirla nella prossima occasione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/351/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/351/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=351&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>E ora, la democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 17:14:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align:justify;">di Raniero La Valle</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="Dossetti" src="http://www.24emilia.com/immagini/Radiovasca/dossetti_giuseppe_senior_big.jpg" alt="" width="333" height="201" />Il 15 aprile 1994 Giuseppe Dossetti, di cui il 15 dicembre scorso abbiamo celebrato i quindici anni dalla morte, dall’ospedale dove era ricoverato a Bazzano scriveva al sindaco di Bologna una lettera per denunciare i pericoli a cui, con l’avvento della destra al potere, era  esposta la Costituzione repubblicana. Prima di ogni altro Dossetti, che era stato un costituente sia nello Stato che nella Chiesa (a Montecitorio e al Concilio), aveva capito il senso globalmente eversivo del governo berlusconiano, che era allora appena agli inizi e aveva già detto di voler cambiare la Carta. Perciò il santo monaco auspicava  “la sollecita promozione, a tutti i livelli, dalle minime frazioni alle città, di comitati impegnati e organicamente collegati, per una difesa dei valori fondamentali espressi dalla nostra Costituzione”: non solo per “riconfermare ideali e dottrine”, ma anche per “impedire a una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la nostra Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema <span id="more-329"></span>proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il nostro popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di stato”.</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr">Ora Berlusconi è caduto, “le più belle dimissioni degli ultimi 150 anni”, come ha detto Benigni, e la Costituzione è ancora là. Dunque, si potrebbe dire, Dossetti ha vinto, e il popolo è salvo. Tuttavia i guasti prodotti da questa lunga fase di governi neo-liberali che si sono succeduti al potere sia in Europa che in America dopo la fine del muro di Berlino, hanno prodotto nel sistema effetti di lungo periodo che richiedono una ricostruzione altrettanto difficile quanto urgente. Sopravvissute le Costituzioni, è la democrazia che è precipitata.</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr">Il dato che è sotto gli occhi di tutti è questo: a guidare la danza sono i mercati, le borse, il denaro e i surrogati del denaro, le banche, le agenzie di rating, le insostituibili competenze dei “tecnici”, la diarchia di fatto che si prende in Europa un potere che nessuno le ha dato, l’economia finanziaria ignara dell’economia reale, e non i popoli, non parlamenti ridotti a belletto del potere, non la politica, di cui infatti è diventata opinione comune che si debbano abbattere gli inutili costi. E tutto questo viene presentato come legge di natura: non c’è niente da fare, è così, nessuno lo ha voluto e nessuno lo può disvolere. Non è vero: è stato voluto e ora grazie al  mordere della crisi si vuole portare definitivamente a casa la vittoria del liberismo economico, della sregolatezza massima e dello Stato minimo, dell’interdizione alla politica, “alla Repubblica”, come dice la Costituzione, a occuparsi degli “ostacoli di ordine economico e sociale” che limitano “di fatto” la libertà e l’eguaglianza dei cittadini; cioè si vuole chiudere una volta per tutte la partita, durata oltre un secolo, tra un’economia che si pretende anarchica ed ogni sua possibile correzione e regola. E questa vittoria arriva ora anche in Costituzione; già hanno cambiato l’art. 81 (il pareggio del bilancio), con un linguaggio peraltro contorto e bruttissimo, che anche in ciò fa a pugni con la limpida e a tutti comprensibile Costituzione del 48.</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr">E allora si capisce che i ministri piangono: perché hanno cuore (e in questo la differenza di dignità e di stile con il precedente governo è abissale): ma questo pianto è anche una confessione di impotenza, e dovrebbe quindi suonare come un segnale di riscossa.</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr">E allora occorre porre mano a un restauro della democrazia nei due ordini in cui oggi essa è negata: nell’ordine interno, restituendo la centralità al Parlamento, una vera rappresentanza ai cittadini, non solo come singoli, ma anche nelle formazioni sociali e politiche in cui si esprime il loro pluralismo, facendo della legge elettorale una legge di verità, e non di investitura di poteri minoritari e illegittimi, ricucendo le due Italie, di sopra e di sotto, di destra e di sinistra, in un’Italia sola. E nell’ordine europeo bisogna portare la democrazia là dove si esercita il potere.</p>
<p style="text-align:justify;" dir="ltr">L’Europa è mancata nel momento in cui alle generose, magnanime intenzioni iniziali dei Padri fondatori, non ha fatto seguito la costruzione di una vera unità politica. All’Atto unico europeo, a Maastricht, a Lisbona, è bastato trasformare una forma economica, opinabile e datata, in regime politico cogente e normativo per tutti: una ideologia economica fatta ordinamento, che batte moneta. Questo regime non ha i limiti e i controlli che i poteri statali avevano nella democrazia di ciascun Paese. Il potere se n’è andato, è stato il primo migrante della nuova Europa; ma la democrazia degli Stati non l’ha seguito. Lì il potere, qua la democrazia, ormai più involucro che sostanza. Occorre portare la democrazia lì dove oggi è il potere; una democrazia europea, una unità non delle politiche europee, ma una unità politica europea, nel tempo e nel regno, questo sì sovrano, della democrazia. Questa dovrebbe essere la nuova bandiera. Di tutti, ma almeno di una sinistra che non sa più che cosa essere.</p>
<p style="text-align:right;" dir="ltr">Raniero La Valle</p>
</div>
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			<media:title type="html">redazione</media:title>
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			<media:title type="html">Dossetti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI</title>
		<link>http://comitatidossetti.wordpress.com/2011/11/27/appello-contro-il-culto-della-personalita-nei-simboli-elettorali/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 16:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Comitati Dossetti]]></category>
		<category><![CDATA[Comitati Dossetti per la Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Raniero La Valle]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Cristiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Comitati Dossetti per la Costituzione APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI I Comitati Dossetti per la Costituzione si rallegrano per la successione di governo da Berlusconi a Monti, che chiude un periodo in cui la Costituzione repubblicana è stata esposta a un rischio mortale, quale Giuseppe Dossetti aveva denunciato fin dal suo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=322&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comitati Dossetti per la Costituzione</em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">I Comitati Dossetti per la Costituzione si rallegrano per la successione di governo da Berlusconi a Monti, che chiude un periodo in cui la Costituzione repubblicana è stata esposta a un rischio mortale, quale Giuseppe Dossetti aveva denunciato fin dal suo insorgere nel 1994, e propongono alla firma il seguente</p>
<p style="text-align:center;"><strong>APPELLO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per mettere al riparo il sistema democratico dai mali contratti in questi anni e soggetti ad aggravarsi al di là della stessa persona del premier sconfitto, noi chiediamo che nella prossima riforma della legge elettorale, oltre al ripristino della scelta dei rappresentanti da parte dei cittadini e a una riforma equilibratrice dell’esorbitante premio di maggioranza previsto per la Camera, venga incluso il divieto di contrassegni di lista recanti un nome di persona.</p>
<p>L’esperienza ha dimostrato come abbia alterato la qualità della vita democratica la personalizzazione della lotta per la guida politica del Paese, basata sul pregiudizio <span id="more-322"></span>ideologico secondo cui il capo politico incorporerebbe in sé tutto il popolo, quando invece questo nella varietà dei suoi interessi e dei suoi ideali è pienamente rappresentato solo dal Parlamento.</p>
<p>La mancanza di un nome nel simbolo non significa sottrarre al popolo la scelta del governante migliore possibile, ma significa che il governo della legge e non il governo degli uomini d’eccezione è il connotato della democrazia.</p>
<p>Resta infatti la verità del detto attribuito a Socrate da Platone nella “Repubblica”, e ricordato da Kelsen a suffragio della tesi che “la democrazia è un regime senza capi”: alla domanda su come in uno Stato ideale dovrebbe essere accolto un uomo dotato di qualità superiori, un “genio”, il filosofo greco rispondeva: “Noi l’onoreremmo come un essere degno di adorazione, meraviglioso ed amabile, ma dopo avergli fatto notare che non c’è uomo di tal genere nel nostro Stato e che non deve esserci, untogli il capo e incoronatolo, lo scorteremmo fino alla frontiera”.</p>
<p style="text-align:justify;">La rinunzia al proprio nome nel contrassegno di lista rappresenterebbe per i leaders politici quel “passo indietro” che per il ripristino della pienezza democratica, come si è ritenuto, era richiesto non solo a Berlusconi, e sarebbe una convalida degli art. 49 e 67 della Costituzione secondo i quali a tutti i cittadini tocca concorrere a determinare la politica nazionale e i parlamentari non sono gravati da vincolo di mandato; il continuo richiamo a un’investitura popolare del capo ha infatti determinato nel senso comune la convinzione che i membri del Parlamento dipendano da un mandato imperativo dato dall’alto, al punto che sono stati accusati di tradimento quei membri della maggioranza che hanno fatto venir meno, come è del tutto legittimo, il loro voto al governo, e che sia stato bollato come “golpe” qualunque tentativo del Parlamento di stabilire una diversa guida richiesta dal Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">I firmatari di questo appello ricordano inoltre la natura politica e non tecnica del risanamento necessario delle finanze pubbliche, che dovrà avvenire salvaguardando i soggetti più deboli, con prestazioni patrimoniali non imposte se non in base alla legge, con criteri di progressività, senza distorsioni elettoralistiche, promuovendo l’occupazione e mirando a un incremento a beneficio di tutti delle ricchezze del Paese, a norma degli art. 23, 35, 37, 41, 53 e 75 della Costituzione.</p>
<div>
<p>Raniero La Valle, prof. Luigi Ferrajoli, prof. Mario Dogliani, Domenico Gallo, prof. Umberto Allegretti, prof. Gaetano Azzariti, prof. Lorenza Carlassare, prof. Alfonso Di Giovine, prof. Alessandro Pizzorusso, prof. Sergio Bartole, prof. Francesco Zanchini, Carla Ravaioli, Alessandro Baldini, Francesco Di Matteo, Maurizio Serofilli, Francesco Domenico Capizzi, Giancarla Codrignani, Giuseppe Campione, Enrico Peyretti, prof. Adriano Prosperi, prof. Nicola Tranfaglia, Ettore Masina, Nanni Russo, Patrizia Cecconi, Walter Vitali, Claudio Nunziata, Antonio Alibrandi, Riccardo Lenzi, Nino Lisi, Marco Leonardi, Francesco De Notaris, Marco Cicerone, Giovanni Sarubbi, direttore del “Dialogo”, Pier Luigi Trigila, Gian Carlo Poddine, Carmen Plebani, Nandino Capovilla, Augusto Cacopardo, Silvio D’Amico, Paolo Bertezzolo, Michelangelo Chiurchiù, Luciano Corradini, Gianni Macchioni, Rudi Ghedini, Roberto Torelli, Alessandra Li Destri, Caterina Li Destri, Maria Grazia Niutta, Alessandro Parola, Ettore Cirillo, Alberto Albertini, Roberto Caranzano, Maria Teresa Vallefuoco, Redazione di “Lucidamente”, Alida Chiavenuto, Franco A. Grassini, Renato Pucci, Marco Jacoviello, Anna Iannucci, prof. Giovanni Bianco, Giuseppe Maria La Barba, Biagio Ricceri, Paolo Bertagnolli, Nara Zanoli, Giuseppe Ruggieri, Fabrizio Truini, Angelo Cifatte, Umberto Andalini, Maria Paola Zunino, Giacoma Cannizzo, Pierluigi Sorti, Angelo Bertani, Maria Serena Bertani Marini, Marianella Pirzio Biroli Sclavi, Cristiano Zironi, Alessandra Visani, Luca Alessandrini (Istituto Parri Emilia Romagna) Pier Giorgio Maiardi, Daniele Curina, Giuseppe Licandro, Francesco Porta, Maria Giulia Battelli, Aldo Bacchiocchi, Bice Foà Chiaromonte, Sandra Zampa, Gianluigi Meandri, Donato Barbone, Silvia Iolli, Ivano Ronchetti, Otello Ciavatti, Fausta Garavini, Giorgio Tassinari, Alfonso Sabin, Andrea Di Meo, Pasquale Colella (”Il Tetto”), Giovanni Tarantino, Giorgio Baiocchi, Roberto Olivero Del Castillo, Domenico Bilotti, Sergio Acquilino, Massimo Falchi, Lauro G. Magnani, Fausta Deshormes, Mauro Bortolani, Antonia Sani, Piero Racca, Gabriele Sorrenti, Roberto Amoretti, Luciano Laverda, Roberto Tumminello, Paolo Venco, Giorgio Sacchetto, Giancarlo Bussola, Roberto Prossomariti, Franco Zunino, prof. Giampaolo Guaraldi, Telemaco Portoghesi Tuzi, Saverio Luzzi, Alberto Quarantotto, Filippo Senatore, Michele Debegnach, Antonio Cormano, Giosuè Cuccurazzo, Franca Zanelli Quarantini, Osita Bordi, Dario Narini, Fr. Fabrizio Zaccarini, Marco Bertani, Aldo Rotolo, Maria Longo, Dmitrij Palagi, Gianni Guasto, Luisa Marchini, Luigi Pizzato, Bartolo Anglani, Carminella Biondi, Raffaello Zini, Adriana Merenda, Gerardo D’Errico, Giovanni Vecchi, Franco Barbuto, Marco Marini, Mario Cocco, Patrizia Angelotti, Pietro Pertici (Tavola della pace e della cooperazione), Nino Raviotta, Armando Gualandrini, Stefano Colonna, Sergio Ruggieri, Marina Marini, Edoardo Corrieri, Maria Bonaria, Lucia Pigliaru, Francesca Pigliaru,  Margherita Soma,  Francesco Baicchi, Maurizio Michelini, Elio Tavilla, Pasquale De Sole, Antonio Mammi, Mario Dabbicco, Alessandra Falchi, Bruno Giangiacomo, Guido Frosina, Vincenzo Zacchiroli, Francesco Nicotra, Federico Vignale, Sandro De Santis, Rocco Artifoni, Paolina Dolci, Pier Domenico Ciullini, Antonio Sabattella, Paolo Staffiere, Saverio Aversa, Francesco Carchedi, Vladimiro Severini, prof. Silvia  Buzzelli, Giorgio Giordani, Antonio Caputo (Movimento d’Azione Giustizia e Libertà), Giuseppe Delfrate, Adele Repola, Teresa Benedini, Raffaele De Francesco, Umberto Romagnoli, Nuccio Lodato, Gianni Tugnoli, Luigi De Rosa, Giuseppe Orizio, sindaco di Castegnato (BS), Sergio Fogagnolo, Antonio Luvaro, Katia Zanotti, Maria Ricciardi Giannoni, Liberacittadinanza, Salvatore Petrucci, Elena Cianci, Salvatore Nocera, Paolo Cavalieri, Carmelo Giuseppe Nucera, Ubaldo Stendarolo, Dino Biggio, Maria Chiara Cabras, Giambattista Tirelli, Sonia Migliano, Maria Grazia Campari, Rosanna Cavazzini, Gianni Marchesini, Fabio Osti,Enzo Bellettato, Lino Pietro Callegarin (Viva la Costituzione), Laura Barbieri, Alberto Aquilini, Augusto  Carli, Daniele Mai, Margherita Zaccagnini, Mario Porcu, Gianni Malavolti, Filippo Manini, Arturo Ghinelli, Domenico Campana, Chiara Curci, Enrica Bedini, Davide Piantoni, Luisa Acerbi, Francesca Milone, Giorgio Casadio, Antonio Rillosi, Gianfranco Monaca, Paolo Farinella, Adriano Tosi, Alberto Brambilla, Giorgio Guidetti, Alberto Valenti, Antonino Conti Niboli, Stefania Friggeri, Ettore Borghi, Carmelo Labate, Loredana Mozzilli, Bruno Fini, prof. Matteo Cosulich, Lucia Piacentini, prof. Maurizio Ponz de Leon, Rosangela Pancheri, Marco Gigli, Rita Gamberini, Ottavia Gagliastro, Raffaello Saffioti, Lorenzo Madau, Renato Crottogini, Antonio G. Russodivito, Italo Antonangeli, Bernardino Gasparri, Domenico Tubito, Piercarlo Bonalumi, Rosellina Scarcella, Matteo Viviano, Giuseppe Natale, Francesco Grespan, Antonino Conti Nibali&#8230;</p>
<table border="1" cellpadding="0">
<col />
<col />
<col />
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Franco Tarantola</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Denis Erba</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Massimo Pelizza</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Francesco Santangelo</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bodio Lomnago</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Erwin Hellweger</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Brunico BZ</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Ignazio Morreale</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Franco Mantovani</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Modena</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Ada Docci</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Anzola Dell&#8217;Emilia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Monica Rossi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Rossana Tore</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Gian Paolo Bedeschi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bologna</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Alessandro Lo Bianco</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Palermo</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Tiziana Allinovi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Francesco Fabrizio</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Ariccia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Cinzia Castellano</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bitonto</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Primo Dorigo</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Belluno</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Marco Stephane Musso</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Teresa Pertichino</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bari</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Ennio Cicero</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Rocco Trigiante</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Adelfia BA</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Salvatore Sanna</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Maria Cristina Ceruti</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">GianPaolo Zilioli</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Giorgio Grasselli</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Albinea RE</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Gian Paolo Zuelli</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Rociola Nicola</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Barletta</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Orlando Paulin</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Aquileia UD</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Enzo Dionisi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bologna</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Vittorio Cajò</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bastiglia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Diana Ascari</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bologna</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Vito Telese</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Battipaglia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Giacomo Pellizzari</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bologna</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Paola Romizi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bolano SP</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Guido Persiani</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">San Cristobal Chiapas Mexico</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">alberto gavioli</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Arco TN</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Virginia Canali</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Alessandra Romano</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Battaglia T. PD</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Elisabetta Ferrari</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Giuseppe Morreale</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Campofranco CL</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Carla Cavallini</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Gian Luca Boschesi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Mario Bortolotti</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bergamo</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Luigi Ferdani</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Bagnone MS</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Ines Agostinelli</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Letizia Cuscela</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Gianfranco Ceresini</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Arcangelo Blanco</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Acireale</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Doretta Barina</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Amsterdam</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Bianca Marchi</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p dir="ltr">Caterina Rota</p>
</td>
<td></td>
<td>
<p dir="ltr">Parma</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Roma, 22 novembre 2011</p>
<h2>Le firme possono essere inviate a: comitatidossetti@tiscali.it</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/322/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=322&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">redazione</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Legare Gulliver</title>
		<link>http://comitatidossetti.wordpress.com/2011/11/27/legare-gulliver/</link>
		<comments>http://comitatidossetti.wordpress.com/2011/11/27/legare-gulliver/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 16:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Comitati Dossetti]]></category>
		<category><![CDATA[Comitati Dossetti per la Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pecora]]></category>
		<category><![CDATA[Raniero La Valle]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Cristiana]]></category>

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		<description><![CDATA[di Raniero La Valle Il fatto che tre autorevoli personaggi entrati nel governo avessero partecipato al convegno cattolico di Todi, ha fatto dire a numerosi commentatori non informati dei fatti che la nuova aggregazione di associazioni che si sarebbe realizzata a Todi aveva dato subito il suo frutto politico, segnando così il “gran ritorno” dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=320&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Raniero La Valle</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="Gulliver" src="http://www.zapster.it/multimedia/3600/3519/big/I_fantastici_viaggi_di_Gulliver_in_3D---03.jpg" alt="" width="336" height="198" />Il fatto che tre autorevoli personaggi entrati nel governo avessero partecipato al convegno cattolico di Todi, ha fatto dire a numerosi commentatori non informati dei fatti che la nuova aggregazione di associazioni che si sarebbe realizzata a Todi aveva dato subito il suo frutto politico, segnando così il “gran ritorno” dei cattolici alla politica. In realtà Todi non prova niente, perché se alcune entità lì presenti, come Sant’Egidio e l’Università cattolica, sono approdate con i loro capi al governo, altre entità di rilievo come CL, pur presenti a Todi, dal governo sono contestualmente uscite. Con Berlusconi o contro Berlusconi sempre cattolici sono. Neanche dell’assemblaggio di Todi si può dunque parlare come di una omogenea componente politica cattolica, dalla quale resta peraltro ben distinta l’altra componente di tradizione “cattolico-democratica”, che infatti subito si è riunita in un altro convegno, ed è anch’essa presente con un suo autorevole esponente nel governo Monti.<span id="more-320"></span><br />
Ma l’impraticabilità della linea emersa a Todi è dimostrata dal discorrere che ne hanno fatto gli stessi protagonisti in una riunione, questa volta non a porte chiuse, tenutasi pochi giorni dopo a Roma all’Istituto Sturzo. Lì è stato detto che la cosa riguarderebbe dieci milioni di cattolici, quanti sarebbero gli aderenti alle associazioni e movimenti presenti all’assemblea umbra, ma l’unico comun denominatore che si è riusciti ad indicare è quello di occupare il territorio della “pre-politica”, magari con diramazioni capillari in tutte le parrocchie, ciò che a qualcuno ha fatto pensare con nostalgia ai Comitati Civici. In tal modo paradossalmente questo ritorno dei cattolici alla politica si configurerebbe come un nuovo gigantesco “non expedit”, che terrebbe dieci milioni di cittadini in una sorta di immunità dalla politica e di estraneità al diritto di concorrere a determinare la politica nazionale, come vuole l’art. 49 della Costituzione. Questa prospettiva sarebbe catastrofica per la Chiesa, che attraverso uno strumento tipo “Opera dei Congressi”, non potrebbe che fare un lavoro di lobby, e priverebbe la società italiana dell’apporto che in un momento così critico le potrebbe venire dal ricco pluralismo delle tradizioni culturali e politiche cristiane.<br />
Il primo problema da dirimere sarebbe: che fare del governo Monti? Dopo i primi entusiasmi (lo stile! il decoro! l’onestà!, beni che sembravano perduti per sempre) sono cominciate infatti le riserve e le critiche. E soprattutto a sinistra è andata crescendo la linea che impicca il governo alla sua immagine di governo di banche, di capitali e di banchieri, e sostiene che non possono fare i pompieri quelli che il fuoco lo hanno appiccato. Dunque per uscire dalla crisi provocata dai grandi poteri finanziari, dai “proprietari universali” e dai padroni dei debiti “sovrani” degli Stati, bisognerebbe cominciare col dire di no al governo Monti, che di quei poteri sarebbe mandatario ed espressione.<br />
La risposta da dare al problema che così viene posto dipende dall’analisi che si fa.<br />
La prima analisi dice che siamo sotto attacco di poteri economici incontrollati, speculatori, tecnocrati, finanzieri, creditori che pretendono una rendita stabile e sicura dai debiti sovrani che detengono, e che come in un immenso complotto attaccano uno Stato dopo l’altro mandando a male i popoli per salvare solo se stessi. Se fosse così, l’unica risposta sarebbe quella di una opposizione radicale, e anche Monti sarebbe il nemico da abbattere.<br />
La seconda analisi dice invece che per scelte inconsulte fatte dalla politica, dalla “deregulation” di Nixon, di Reagan e della Thatcher fino alle leggi di Clinton che hanno tolto ogni controllo alla corsa dei prodotti finanziari derivati e ai movimenti di capitali, affrancando la finanza dalla moneta e perciò anche da ogni dipendenza dalle politiche monetarie dei governi e delle Banche centrali, il sistema è precipitato in una completa anarchia; e a questo punto invece di verificarsi quella virtuosità dei mercati lasciati a se stessi preconizzata dalla ideologia economica liberista, si è verificato che l’accumularsi di decisioni individuali, di società, di gruppi, di investitori al di fuori di ogni ragione e finalità comune, ha prodotto un risultato spontaneo che non è affatto di maggior benessere per tutti, ma di devastazione e impoverimento per tutti meno pochi. Ciò vuol dire però che non c’è alcun complotto: è quel capitalismo lì che funziona così, e anche il papa lo ha detto in Africa denunciando “la sottomissione incondizionata alle leggi del mercato o della finanza”.<br />
Ma se è vera questa seconda analisi, non è affatto inverosimile che banchieri, tecnocrati, capitalisti, grandi borghesi, pur essendo espressioni del sistema, si siano resi conto dei demoni fatti uscire dalla bottiglia, e cerchino di approntare dei rimedi e di mettere al riparo le proprie società ed il mondo.<br />
Ma allora, sostenendo Monti, ciò che veramente conta è di porre mano a costruire una vera alternativa. E questo non può che cominciare con il ristabilimento delle regole, dettate dal bene comune. Non può che ricominciare dall’opera di tanti piccoli lillipuziani, sindacati, popoli o partiti che siano, che di fronte al gigante Gulliver sbarcato con tutto il suo peso nella loro isola, rischiando di schiacciare la vita di tutti, lo leghino con tanti fili che, fino a quando non sia domato, gli impediscano di nuocere. Se non si lega, il gigante del capitalismo non potrà che schiacciarci.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/320/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/320/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=320&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">redazione</media:title>
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			<media:title type="html">Gulliver</media:title>
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		<title>L’ipotesi unitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 18:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Raniero La Valle La giornata mondiale degli “indignati” ha il significato di un passaggio di fase, come quello del 9 novembre 1989, quando fu aperto il muro di Berlino. Infatti, come l’evento dell’89 diede il via alla globalizzazione di un capitalismo selvaggio, così le mille piazze del 15 ottobre, fino alla follia delle violenze squadriste [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=316&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">di Raniero La Valle</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="Forum cattolici a Todi 2011" src="http://www.quotidianodabruzzo.it/ambienti/default/images/f/forum_todi318x195.jpg" alt="" width="319" height="195" />La giornata mondiale degli “indignati” ha il significato di un passaggio di fase, come quello del 9 novembre 1989, quando fu aperto il muro di Berlino.<br />
Infatti, come l’evento dell’89 diede il via alla globalizzazione di un capitalismo selvaggio, così le mille piazze del 15 ottobre, fino alla follia delle violenze squadriste di Roma, hanno rivelato una coscienza universale e diffusa dell’iniquità e della non ulteriore tollerabilità di tale sistema.<br />
Al confronto l’analisi di Marx era certamente più scientifica, ma la sua ricezione nella consapevolezza comune era ben più ristretta delle dimensioni raggiunte oggi dalla<span id="more-316"></span> protesta delle vittime del sistema, a cui sorprendentemente hanno dato sponda – e non è per niente una contraddizione – non pochi responsabili di questo stesso sistema, come grandi banchieri, grandi ricchi e grandi opinionisti e maestri di pensiero “borghesi”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che tutti ha accomunato, piazze e curie, è la percezione che qui ne va della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato, per riprendere le tre grandi parole di un recente cammino ecumenico di tutte le Chiese cristiane.</p>
<p style="text-align:justify;">Per una singolare coincidenza l’incontro del “forum” dei cattolici di Todi, volto a rilanciare, su impulso dei vertici della Chiesa, una presenza politica dei cattolici in Italia, si è svolto all’indomani della giornata del 15 ottobre, e perciò avrebbe potuto prendere a tema e dare una prima risposta all’esplosione di questa domanda di un cambiamento globale.</p>
<p style="text-align:justify;">Di per sé, l’iniziativa della CEI di rilanciare un protagonismo politico dei cattolici è positiva, perché indica che la Chiesa non vuole più affidarsi a una “<em>potestas directa</em>” sul potere politico, come ha fatto in questi anni finendo per trovarsi coinvolta nel discredito del peggiore e più immorale  governo della Repubblica, ma intende riattivare una mediazione laicale, che almeno formalmente la metta al riparo da confusioni col potere, e soprattutto con “poteri ridenti ma disumani”, come li ha chiamati il cardinale Bagnasco.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò la Chiesa può fare o dando credito alla libera iniziativa, all’ispirazione cristiana e al pluralismo di diverse forme di presenza dei cattolici (ma allora dovrebbe favorire assetti istituzionali non bipolari e maggioritari, ma parlamentari e proporzionali) oppure vagheggiando una aggregazione comune di tutti i fedeli, salva poi la questione ulteriore se ciò debba concretarsi in un partito politico o in un soggetto di diversa natura, ma pur sempre finalizzato all’azione politica. Sembra che l’orientamento di Todi sia quest’ultimo, perché tutti hanno parlato di creare “un punto di riferimento unitario” per l’azione politica dei cattolici.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma per fare cosa?<br />
Se deve essere “unitario” il contenuto unificante non potrebbe che essere il Vangelo.<br />
Se così fosse sarebbe una festa per gli otto milioni e mezzo di poveri che secondo l’ISTAT ci sono in Italia, per i giovani del Sud che non hanno né troveranno lavoro, per i profughi respinti e naufraghi nel Mediterraneo o incarcerati nei centri di raccolta o costretti alla clandestinità, per tutti gli ultimi e anche i penultimi che come tali non hanno né parte né sorte in una società che si vuole “meritocratica”, per gli assetati di giustizia che onorano e non infirmano i giudici, per quelli che pagano il tributo a Cesare, mentre questi lo condona ai ricchi, per i pacifisti che non vogliono le guerre e per tanti altri che da un Vangelo non tradito dalla politica trarrebbero ragioni di vita e perciò, se una grande forza attuasse quel Vangelo, avrebbero salvezza.</p>
<p style="text-align:justify;">A questa ipotesi unitaria fa ostacolo però il fatto che molti cattolici non sono affatto d’accordo su queste cose, tant’è che difendono il sistema che fa otto milioni di poveri, fanno le leggi che uccidono i profughi, sostengono il governo che odia i giudici e compiace gli evasori, invocano una società meritocratica, considerano giuste le guerre fatte dai nostri ragazzi, e al bene comune preferiscono un’Italia divisa tra amici e nemici.</p>
<p style="text-align:justify;">Non dandosi un’unità su queste cose, considerate opinabili, resterebbero come obbliganti per tutti le cose dette “non negoziabili” che, nelle parole introduttive del cardinale Bagnasco, si riducono a tre: inizio e fine vita, matrimonio, scuola libera in libera fede; queste tre cose, si spiega, sono sorgenti dell’uomo, e quindi a partire da questi temi tutto il resto deriva.</p>
<p style="text-align:justify;">La domanda è se vi siano qui criteri sufficienti per giudicare “tutta” la politica, e se i cattolici, pur di essere uniti, potrebbero appagarsi di fare solo questo. Ad esempio, con questo solo metro di giudizio, Obama non dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti, e infatti i vescovi provarono a impedirlo, come già avevano fatto fallire la candidatura di Kerry contro Bush.</p>
<p style="text-align:justify;">La domanda inoltre, ammesso che queste cose bastino a fare l’unità dei cattolici, è se poi i cattolici stessi non dovrebbero negoziare, volendo stare nello spazio della politica, i diversi modi in cui quei principi inviolabili possano essere tradotti nella legislazione concreta.</p>
<p style="text-align:justify;">L’ ipotesi “unitaria” di Todi deve misurarsi con queste domande. Se non ci saranno risposte soddisfacenti, non ha futuro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/316/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=316&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">redazione</media:title>
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			<media:title type="html">Forum cattolici a Todi 2011</media:title>
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		<title>Inscrivere lo stato nella sussidiarietà. Non viceversa.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 18:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[riceviamo da Giorgio Armillei e volentieri pubblichiamo Si parla molto di sussidiarietà, spesso spacciandola per qualcosa di ormai acquisito. Diritto comunitario e riforma costituzionale del 2001 avrebbero già fatto il miracolo: ridurre l’invadenza dello stato e articolare sapientemente i pubblici poteri. Lo sviluppo di una dinamica sussidiaria nella società italiana, prima ancora che nell’organizzazione dei pubblici poteri, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=313&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><em>riceviamo da Giorgio Armillei e volentieri pubblichiamo</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="Incontri del Landino" src="http://www.landino.it/wp-content/uploads/2010/09/logo-oriz.png" alt="" width="339" height="101" />Si parla molto di sussidiarietà, spesso spacciandola per qualcosa di ormai acquisito. Diritto comunitario e riforma costituzionale del 2001 avrebbero già fatto il miracolo: ridurre l’invadenza dello stato e articolare sapientemente i pubblici poteri.<br />
Lo sviluppo di una dinamica sussidiaria nella società italiana, prima ancora che nell’organizzazione dei pubblici poteri, è invece lento, difficile e contraddittorio. La partita tra sussidiarietà e primato della politica è aperta. Ben ha fatto dunque Franco Monaco (<a href="http://www.tamtamdemocratico.it/">http://www.tamtamdemocratico.it/</a>)  a tentare un chiarimento se non altro a beneficio di un uso consapevole del termine sussidiarietà nel discorso pubblico.<span id="more-313"></span></p>
<p style="text-align:justify;">E tuttavia anche Monaco non sfugge alla sindrome statocentrica con la quale una parte del PD legge il principio di sussidiarietà.<br />
Una lettura rivolta al passato mentre, sotto i nostri occhi lo stato perde quota, il diritto diventa globale, la regolamentazione è pubblica e privata allo stesso tempo. Le lenti, nel caso di Monaco, sono certo quelle del dossettismo per il quale allo stato spetta comunque una funzione di ricapitolazione della dinamica sociale.<br />
Da questo punto il pezzo di Monaco è importante perché mostra una chiara e autorevole volontà di continuismo con la famosa relazione di Dossetti del 1951 (<em>che merita di essere letta integralmente </em><a href="http://comitatidossetti.wordpress.com/scritti-di-don-giuseppe-dossetti/funzioni-e-ordinamento-dello-stato-moderno/"><em>http://comitatidossetti.wordpress.com/scritti-di-don-giuseppe-dossetti/funzioni-e-ordinamento-dello-stato-moderno/</em></a>) che non è priva di accenti statalisti  comuni a porzioni consistenti della tradizionale sinistra socialdemocratica. Certo la sussidiarietà nasce in un orizzonte pluralistico, esprime la precedenza dei diritti della persona rispetto alla stato, ma poi si finisce inesorabilmente con l’affidare allo stato il soddisfacimento di quei diritti.<br />
E’ l’interventismo “sano e virtuoso” dello stato, come dice Monaco, che costituisce la norma di chiusura.</p>
<p style="text-align:justify;">Un’impostazione inutilizzabile oggi, come precisò anche Pietro Scoppola proprio intorno a quel testo di Dossetti già vari anni fa: “viene riproposto in quella relazione, quel tradizionale concetto di un ‘bene comune’ in sé definito e non frutto della dialettica delle realtà presenti nella società”.<br />
Una visione dinamica e aggiornata del principio di sussidiarietà, sulla scia di queste riflessioni di Scoppola, porta invece a diffidare dell’interventismo dello stato. Innanzi tutto perché in una visione sussidiaria è la politica a ritrovare la sua funzione nella società e non lo stato a vedere riaffermato il suo ruolo.<br />
Come dice un recente bel libro di Gregorio Arena e Giuseppe Cotturri con la sussidiarietà la politica torna al suo posto. A maggior ragione, si può dire, lo stato torna al suo posto.<br />
La sussidiarietà sancisce la distinzione tra ciò che è pubblico e ciò che spetta alla politica e, in seconda battuta attraverso la sua dimensione verticale, alla politica in forma di stato. Il primo non coincide con la seconda e meno che mai con lo stato. Né allo stato è chiesto di ridurre ad unità il molteplice.<br />
Alla sussidiarietà interessa in primo luogo la produzione di beni pubblici non la riaffermazione del ruolo dello stato. Un ruolo che in questa produzione non vanta nessun primato sulle altre sfere sociali. Il bene comune, cioè la tutela dei diritti fondamentali della persona, spetta infatti a tutte le sfere sociali, nel linguaggio della costituzione è la Repubblica (e non lo stato) a riconoscere e garantire i diritti.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ quello che in altri termini si definisce poliarchia, una visione della società nella quale la politica è forte, cioè capace di decidere, ma limitata, cioè priva di ogni sovranità sulle altre sfere sociali.<br />
Nella quale la regolazione pubblica non necessariamente, e anzi in misura sempre minore, è una regolazione statale. Nella quale i soggetti privati, anche quelli che operano in una logica di mercato, possono svolgere funzioni di rilievo pubblico e curare interessi di carattere generale.<br />
Nella quale più che di bene comune si dovrebbe cominciare a parlare di beni comuni, cioè a pensare in termini di differenziazione incomprimibile piuttosto che in termini di ricapitolazione unitaria.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma, ci si potrebbe chiedere, esiste una sussidiarietà di destra e una di sinistra? Monaco risponde di sì, ma anche questa è una risposta che guarda al passato. Ci sono senza dubbio uno statalismo di destra e uno statalismo di sinistra, accomunati dalla diffidenza verso le dinamiche di tipo poliarchico.<br />
E, allo stesso tempo a sinistra come a destra, vi è un modo chiuso e statalista di interpretare la sussidiarietà.<br />
Il corporativismo si adattava ad una lettura statalista della sussidiarietà ma non era certo compatibile con il pluralismo e la poliarchia. Il contesto di interpretazione della sussidiarietà pesa infatti in modo determinante per definirne gli esatti contorni. La linea di frattura non passa però tra destra e sinistra ma tra una lettura aperta e poliarchica della sussidiarietà e una lettura chiusa e dirigistica.<br />
Vi è dunque un grande bisogno di articolare la frattura tra destra e sinistra dentro un quadro nuovo, come aveva tentato il PD immaginato nel 2007 o come hanno fatto i cattolici nella Settimana sociale di Reggio Calabria nel 2010.<br />
Con le categorie di Monaco non si riesce a rispondere alle domande di oggi.<br />
La Big Society di Cameron è di destra o di sinistra?<br />
Il si al referendum sui servizi pubblici locali è di destra o di sinistra?<br />
Sostituire al monopolio dello stato, della regione o di un altro potere amministrativo un collusivo oligopolio privato è di destra o di sinistra?<br />
La sinistra che vuole governare ha invece urgente bisogno di saper rispondere a queste domande.</p>
<p style="text-align:justify;"> ^^^^^^^^^^^^^</p>
<p><strong>Chi Siamo<br />
</strong>Semplicemente un gruppo di persone che sono passate in Fuci –  <a href="http://www.fuci.it">www.fuci.it</a> – fra gli anni 70 e 90. Le nostre storie personali, ecclesiali e civili, si sono intrecciate intorno alla Fuci, che per ognuno di noi ha rappresentato il grande spazio di apertura, di ricerca e di libertà intellettuale, di crescita ecclesiale e di formazione professionale.</p>
<p>In questi ultimi anni abbiamo continuato a incrociarci in percorsi pubblici e privati, finché, alla fine del 2006, ci è venuta voglia di rivederci a Camaldoli, il solo luogo immaginabile per questo tipo di incontro.</p>
<p>Abbiamo approfittato di quest’appuntamento non solo per ritrovarci, a distanza di tanto tempo, mettendo in comune le nostre esperienze, i cammini che ognuno di noi ha preso, le realizzazioni e i fallimenti, ma anche per riflettere insieme intorno ai temi che ci preoccupano da sempre:  il ruolo della Chiesa e le regole della politica italiana.</p>
<p>Da questo incontro, nel luglio del 2007, è nata la voglia di non perderci di vista, di mantenere aperto un canale di comunicazione in cui scambiare idee, esperienze e informazioni, in cui confrontarci e magari dissentire, nella costante ricerca di comuni chiavi di lettura della realtà che ci circonda. Da qui l’idea creare un blog, che abbiamo chiamato Incontri del Landino, dal filosofo rinascimentale che passò estati a passeggiare per le foreste di Camaldoli, discutendo di filosofia e politica con i monaci e con l’amico Marsilio Ficino.</p>
<p>Vogliamo questo blog come uno strumento aperto di dialogo e discussione, di confronto sulla Chiesa, la società, la politica e la cultura italiana, dove possano confluire contributi capaci di farci riflettere e di aiutarci a creare prospettive di azione in ambito ecclesiale e sociale.</p>
<p><em>Pietro Giordano, sindacalista<br />
Stefano Ceccanti, docente universitario, costituzionalista<br />
Giuseppe Croce, docente universitario, economista<br />
Luca Diotallevi, docente universitario, sociologo<br />
Anna Mantovani, magistrato<br />
Donatella Montini, docente universitaria<br />
Marco Demarie, dirigente di fondazione<br />
Bianca Patrizia Andreini, chimico<br />
Giorgio Tonini, senatore<br />
Salvatore Vassallo, docente universitario, politologo<br />
Giorgio Armillei, funzionario comunale<br />
Teresa Bartolomei<br />
Maria Rita Rendeù, giornalista pubblicista<br />
Paola Giani, insegnante, consulente politiche interculturali e cooperazione euromediterranea<br />
Giovanni Bianco, docente universitario, giurista<br />
Cristiano Meossi, medico, pediatra<br />
Beatrice Milianti, medico, neuropsichiatra infantile<br />
Maria Paola Balbi, insegnante<br />
Michele Caselle, docente universitario, fisico<br />
Stefano Brogi, ricercatore universitario, storico della filosofia<br />
Patrizia Mecocci, docente universitario, medico geriatra<br />
Isabella Nespoli, consulente<br />
Chiara Cavallaro, tecnologa<br />
Ilaria Vietina, insegnante<br />
Michele Nicoletti, docente universitario, filosofo<br />
Sergio Stella, chimico<br />
Anna Chiara Giorio, ricercatrice sociale<br />
Fulvia Zinno<br />
Silvia Madricardo, bancaria</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/313/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=313&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Incontri del Landino</media:title>
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		<title>Lo spirito e la materia di Assisi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 19:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Raniero La Valle  Ci sarà il 27 ottobre la salita delle religioni al monte santo di Assisi, per l’incontro ecumenico ed interreligioso indetto dal papa nel venticinquesimo anniversario di quel primo convegno dei leaders religiosi mondiali che fu promosso nel 1986 da Giovanni Paolo II, per la gioia di molti e il cruccio scandalizzato di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=306&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Raniero La Valle </p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="Assisi 1986" src="http://www.crisidellachiesa.com/articoli/autorita/apostasia_gpii/assisi_1986.jpg" alt="" width="319" height="184" />Ci sarà il 27 ottobre la salita delle religioni al monte santo di Assisi, per l’incontro ecumenico ed interreligioso indetto dal papa nel venticinquesimo anniversario di quel primo convegno dei leaders religiosi mondiali che fu promosso nel 1986 da Giovanni Paolo II, per la gioia di molti e il cruccio scandalizzato di altri, soprattutto uomini di curia e collaboratori a lui più vicini.<br />
Tutte le religioni insieme: non è forse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irenismo" target="_blank">irenismo</a>? Il problema che esplose allora si ripropone anche oggi.<br />
La scommessa sta tutta nel fatto che il mettere insieme in nome della fede, e non della politica o della cultura, rappresentanti di religioni e Chiese diverse, non venga messo sul<span id="more-306"></span> conto di quel relativismo, anzi di quella “dittatura del relativismo”, che è il male strenuamente combattuto da Benedetto XVI fin dall’inizio e anzi dagli antefatti del suo pontificato. Per allontanare dall’evento tale sospetto lo stesso Benedetto XVI parlando una volta dello “spirito di Assisi”, ne precisava il contenuto in un comune lavoro per la pace e la riconciliazione tra i popoli, “nel rispetto delle differenze delle varie religioni”.</p>
<p style="text-align:justify;">È molto giusto che le differenze – cioè il pluralismo – siano rispettate, e questo le stesse religioni lo vogliono.<br />
Il problema è però che la differenza rispetto alle altre fedi e religioni non sia identificata dalla Chiesa cattolica nel fatto che essa sarebbe l’unica religione per la salvezza mentre le altre, pur rispettabili, non sarebbero idonee a questo fine.<br />
Se infatti questa fosse la differenza concepita dalla Chiesa romana rispetto ai suoi interlocutori negli incontri ecumenici e interreligiosi, tali incontri si ridurrebbero a puro folklore (anche la liturgia può ridursi a folklore) e vano sarebbe lo stesso “pellegrinaggio” del papa ad Assisi.</p>
<p style="text-align:justify;">Che proprio questo sia il problema è dimostrato dal fatto che il rapporto con le religioni è una delle principali ragioni di rottura con la Chiesa degli integristi scismatici che rifiutano il Vaticano II; contro il raduno di Assisi il loro superiore francese ha avuto parole di fuoco, e pare che nell’incontro del 14 settembre tra il cardinale Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e mons. Bernard Felley, capo dei lefebvriani, questi abbia dichiarato che il vero ostacolo da rimuovere per la riconciliazione sarebbe la dichiarazione “Nostra aetate” del Concilio.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal suo punto di vista ha ragione: se c’è infatti un punto decisivo in cui il Concilio ha innovato rispetto alla dottrina comunemente professata nella Chiesa cattolica fino ad allora, è proprio nel riconoscimento dei valori cristici e salvifici che sono presenti in tutte le tradizioni religiose e in tutti gli uomini, come appunto dice la “Nostra aetate” quando afferma che la Chiesa “nulla rigetta di ciò che è vero e santo in queste religioni” le quali, pur nel differenziarsi dal credo cattolico “non raramente riflettono un raggio della verità che illumina tutti gli uomini”.</p>
<p style="text-align:justify;">Queste parole erano del resto solo l’inizio di una riflessione che sarebbe stata sviluppata nello stesso Concilio e poi nella dottrina e nella prassi della Chiesa fino allo “spirito di Assisi” e oltre. La novità stava nel fatto che la Chiesa cattolica non si presentava più come l’unica depositaria della verità e la sola dispensatrice di salvezza, secondo la vecchia affermazione che “extra Ecclesiam nulla salus” (fuori della Chiesa non c’è salvezza), che purtroppo nell’apologetica era stata unita alla figura non edificante di Raab la quale, secondo il racconto biblico, aveva rotto la solidarietà col suo popolo ed era stata l’unica a salvarsi nello sterminio di Gerico.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Concilio ha deposto solennemente questa pretesa esclusivista e dominatrice, come Paolo VI depose allora il suo triregno, in favore dei poveri, nelle mani di Massimo IV Saigh, il capo della piccolissima Chiesa melchita.</p>
<p style="text-align:justify;">Dice infatti con forza il Concilio che “con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”, ciò che rompe ogni confine di tempi, di templi e di civiltà, ed è proprio quello che gli integristi anticonciliari non riescono ad accettare. La chiave di tutto è nell’affermazione paolina che “Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità”, incessantemente ripetuta dal Vaticano II sia riguardo alle Chiesa, sia riguardo ai credenti di altre fedi, sia riguardo a tutti quelli che, “immagine di Dio”, sono tenuti, in nome della libertà, a “obbedire soltanto alla propria coscienza”.</p>
<p style="text-align:justify;">Le conseguenze sono ben più profonde che un buon galateo tra le religioni. Come diceva già Teilhard de Chardin occorre “sottrarre la venuta del Figlio di Dio, l’Incarnazione, al quadro di una concezione statica del mondo e della vita, in cui è stata finora collocata”; secondo Carlo Molari (su “Rocca”) l’Incarnazione non è un evento istantaneo che si esaurisce nella realtà umana di Gesù, “ma incide in modo profondo nella storia ed è ancora operante nel divenire umano”; secondo Raimundo Panikkar “non si può ridurre Dio a un ruolo esclusivamente storico, né l’Incarnazione a un fenomeno temporale”; secondo le ultime parole di papa Giovanni, richiamate da don Loris Capovilla proprio in vista di questo prossimo incontro,  “quelle braccia allargate del Crocifisso dicono che egli è morto per tutti, per tutti”.<br />
Questo è lo spirito, ma anche la via che parte da Assisi.</p>
<p style="text-align:right;">Raniero La Valle </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/306/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=306&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sciopero generale: adesione dei Comitati Dossetti per la Costituzione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 22:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">I Comitati Dossetti per la Costituzione condividono le ragioni dello sciopero generale convocato dalla CGIL per il 6 settembre e partecipano alla giornata di mobilitazione nazionale contro questa manovra che, più che puntare al riequilibrio dei conti pubblici, approfitta della crisi finanziaria per manomettere i caratteri originali democratici e sociali della Costituzione italiana e per cancellare, sul piano simbolico, l&#8217;identità della Repubblica.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ fondamentale che dalla manovra venga eliminata la disciplina contenuta nell’art. 8, sui contratti collettivi aziendali,  che, nulla avendo a che vedere con il riequilibrio dei conti<span id="more-300"></span> pubblici, mira a smantellare l’edificio del diritto del lavoro, affidando a soggetti privati il compito di dettarne le regole, in deroga alla Costituzione ed alle leggi dello Stato, abrogando – in via di fatto -la tutela pubblica contro il licenziamento illegittimo, anche in violazione dell’art. 30 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Non a caso è collegata alla manovra  la proposta di  manomissione dell’art. 41 della Costituzione, norma di importanza fondamentale che sancisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma:” non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale o in modo di arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. L’art.41  sviluppa una concezione dell&#8217;attività economica che equilibra la logica del mercato e della proprietà con le funzioni sociali, garantite e promosse dall&#8217;intervento pubblico e si fonda  sulla consapevolezza dell&#8217;importanza che l&#8217;assetto ed i rapporti economici hanno ai fini della realizzazione di una società di esseri umani liberi ed uguali.</p>
<p style="text-align:justify;">La disciplina dettata dall’art. 8 e la proposta di manomissione dell’art. 41 della Costituzione prefigurano un inaccettabile imbarbarimento dei rapporti economico-sociali e svelano un disegno golpista e anticostituzionale che punta a demolire l&#8217;edificio dei diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">La proposta di modifica delle nome dettate dall’art. 81 della Costituzione  in materia di bilancio come strumento per reagire al disastro dei conti pubblici, è mistificatoria ed ingannevole perché attribuisce alla Costituzione il fallimento economico determinato, invece, da una politica dissennata di dissipazione del bene pubblico dell&#8217;Erario (condoni e regali agli evasori, scudi fiscali, etc.) condotta da un ceto politico infedele all’obbligo costituzionale di esercitare le funzioni pubbliche con disciplina ed onore.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine la declassazione delle festività civili del 25 aprile (festa della Liberazione), del primo maggio (festa del lavoro) e del 2 giugno (festa della Repubblica) mira a umiliare, anche sul piano simbolico, il valore della Costituzione, nata dalla Resistenza, nella quale all&#8217;art. 1 si delinea il volto dell&#8217;Italia come quello di una Repubblica democratica fondata sul lavoro.  </p>
<p style="text-align:justify;">Tutto questo viene poi deciso da due proconsoli (Berlusconi e Bossi), con un metodo che sovverte i meccanismi decisionali propri della democrazia, al punto da prefigurare un mutamento dello stesso sistema politico.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche questa volta, come nell’occasione del tentativo di modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e del referendum del 2006, si è aperto uno scontro politico che ha per oggetto la Costituzione. Ancora una volta la mobilitazione della CGIL e di tutte le persone di buona volontà  è di importanza fondamentale per preservare e consegnare alle generazioni future i valori della Costituzione, patrimonio indisponibile del popolo italiano. I Comitati Dossetti vi partecipano ed invitano alla mobilitazione tutti i cittadini italiani.</p>
<p style="text-align:right;">Roma Bologna, 1/9/2011<br />
Il Presidente<br />
(Raniero La Valle)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comitatidossetti.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comitatidossetti.wordpress.com/300/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=300&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Povera Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 11:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Raniero La Valle Era cominciata con uno slogan baldanzoso, ottimistico, allegro, “Forza Italia”, che evocava gioie e vittorie, un po’ come la “gioiosa macchina da guerra” del Grande Distruttore Occhetto, e finisce con una esclamazione amara, che sta sulle bocche di tutti, in patria e all’estero, sui giornali e nelle Cancellerie, ed evoca frustrazione, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comitatidossetti.wordpress.com&amp;blog=12593347&amp;post=294&amp;subd=comitatidossetti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Raniero La Valle</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="povera italia" src="http://www.giornali-italiani.it/img/povera-italia.jpg" alt="" width="270" height="251" />Era cominciata con uno slogan baldanzoso, ottimistico, allegro, “Forza Italia”, che evocava gioie e vittorie, un po’ come la “gioiosa macchina da guerra” del Grande Distruttore Occhetto, e finisce con una esclamazione amara, che sta sulle bocche di tutti, in patria e all’estero, sui giornali e nelle Cancellerie, ed evoca frustrazione, dolore, sconfitte: “Povera Italia!”</p>
<p style="text-align:justify;">L’Italia è diventata più povera nel lungo ciclo berlusconiano, le cui ultime convulsioni, ancora dettate dalla protervia e dall’arroganza di chi in nessun modo vuole lasciare un potere che più non gli compete, riempiono le cronache politiche, giudiziarie ed economiche di queste settimane estive. Ma questa povertà non è solo di denaro, non è<span id="more-294"></span> solo delle famiglie, delle imprese, dei giovani che vedono isterilirsi il futuro. È una povertà più profonda. Sono le speranze che sono venute meno, è il senso di appartenenza a una stessa comunità politica che sembra perduto, a favore di quella lotta di tutti contro tutti che nell’attuale politica ha il suo modello ed il suo paradigma; è la stima in quanti rendono un servizio pubblico che è entrata in crisi, e non perché essi rubino (la maggior parte non lo fa) ma perché non pensano per niente al pubblico, e perché è passata l’idea che il servizio pubblico – dal capo del governo al funzionario che sta allo sportello – non è che uno dei modi per provvedere ai propri interessi privati. Né la cultura (è stata proclamata la morte di tutte le culture novecentesche) né l’etica (distrutta dal moralismo ed esaurita in pure e semplici petizioni di principio) sono più in grado di esercitare una funzione aggregante: “non c’è più la colla”, diceva già Giuseppe Dossetti.</p>
<p style="text-align:justify;">In tutto questo l’Italia ha cessato di essere felice. Problemi ne ha sempre avuti, ma mai aveva perso il gusto della vita, la gioia di parlarsi, di stare in relazione. Naturalmente non si può dare la colpa al governo, alla maggioranza, alla Confindustria, alla Fiat, alle regioni, alla politica se la gente non è felice. La felicità la politica non la può dare, né gliela si può chiedere senza perdere la libertà. Però l’uomo ha il diritto innato di cercare la felicità (lo diceva anche la Dichiarazione d’indipendenza americana), e compito della Repubblica, come dice la Costituzione al suo articolo 3, è di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono di perseguirla; le effettività dei diritti, al lavoro, allo studio, alla salute, alla casa, non sono la felicità ma sono le vie per cercarla.</p>
<p style="text-align:justify;">L’ideologia della destra al potere in regime bipolare ha radicalmente e in via di principio negato questo ruolo della Repubblica; lo Stato minimo, lo Stato che pezzo per pezzo smonta l’edificio della sicurezza sociale, lo Stato che non mette le mani in tasca ai cittadini ricchi e quelli poveri li manda a mani vuote, non fa spazio alla società, la abbandona. E se poi propone dei modelli di felicità, questi sono miserandi. Per il partito di Berlusconi la felicità sta nel non pagare le tasse, nell’avere giudici rattrappiti perché si possa più facilmente delinquere avendo buoni avvocati, sta nella modalità consumistica del vivere e nella esclusione dal messaggio mediatico e televisivo di ogni traccia di informazione e di cultura; per la Lega nord la felicità sta nella sicurezza, nell’egoismo di razza e di nazione, nella cancellazione dello straniero, e in quel federalismo che consista nel non far uscire i soldi dal Nord e portarvi almeno due ministeri dal Sud.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarebbe sbagliato attribuire questo sfacelo a una forza del destino, a un improvviso degrado dello spirito italiano, a un inopinato rovescio economico. L’Italia è stata sciupata con lucida determinazione, anno dopo anno, a partire dalle prime riforme elettorali, a partire dai tentativi di mettere sotto controllo la magistratura prima ancora di Tangentopoli, a partire dai primi attacchi al principio della rappresentanza, a partire dalla pretesa, avanzata già da Cossiga, di liquidare l’impianto costituzionale del ’48 per dar luogo a una seconda Repubblica cesarista ed extraparlamentare.</p>
<p style="text-align:justify;">È un miracolo che dopo vent’anni il lungo lavoro eversivo non sia giunto a compimento, che grandi risorse di democrazia e di solidarietà siano ancora presenti nel Paese, e che la Costituzione possa ancora essere salvata. Ma deve esser chiaro che di questo si tratta quando si discute di bipolarismo, di referendum elettorali, quando, nonostante la prova fallimentare del nuovo sistema, si dice che “non si può tornare indietro”, quando sotto il pretesto di tagliare i costi della politica, si vogliono in realtà abolire i costi della democrazia e quando a sinistra si insiste sulla sciagurata “vocazione maggioritaria” del partito pigliatutto per rendere eterni i governi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella che dobbiamo fare non è una scelta alchemica tra quel tanto di maggioritario o di proporzionale che dovrebbe avere il nuovo sistema elettorale, in un solo turno o due turni, è una scelta di civiltà e di rilegittimazione politica.</p>
<p>Raniero La Valle</p>
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