di Raniero La Valle

“Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà fede sulla terra?”, è la domanda posta da Gesù agli apostoli. A giudicare dalla scarsa o nulla attenzione che viene prestata alla salvaguardia del creato, la cosa potrebbe non essere troppo lontana, e per non fargli trovare brutte sorprese la Chiesa cattolica ha indetto un “anno della fede” in coincidenza con i cinquant’anni dal Concilio.
In effetti la fede e le Chiese attraversano una crisi di cui si parla poco perché non se ne occupano le agenzie di rating, ma non è meno grave di quella che, sotto altri profili, imperversa in tutta la società. Per quanto riguarda l’abbandono della fede da parte delle giovani generazioni in Italia, ne abbiamo parlato nell’articolo precedente.
Perciò viene bene il richiamo al Concilio, per una rinnovata e straordinaria azione pastorale. Ma nell’indicare come fare, il cardinale Levada, prefetto della Congregazione dottrinale, mette avanti due risorse: una appunto, come di rito, è il Concilio, l’altra è il “Catechismo della Chiesa cattolica” e Continua a leggere…

La Chiesa inerte

di Raniero La Valle

È questo il primo articolo che scrivo quest’anno e mi pare di non poter cominciare il 2012 senza un grido d’allarme sullo stato della fede e della Chiesa.
Quest’anno, l’11 ottobre, cade il cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio e del discorso inaugurale di Giovanni XXIII che annunciava gioia alla Chiesa (“Gaudet mater Ecclesia”) e un “balzo innanzi” nella fede, contro i malauguri dei profeti di sventura; a partire da questo anniversario, comincerà poi, indetto da Benedetto XVI, l’ “anno della fede”.
Tuttavia né la Chiesa cattolica appare in buona salute, né la fede appare rigogliosa. La Chiesa in Italia, liberata dal discredito che le veniva dalla contiguità con Berlusconi, non ha avuto un guizzo di vitalità, e giace inerte dinnanzi alla crisi tremenda che attraversa il Paese e scuote l’Occidente: né sa interpretarla, né sa dire parole di rinascita e di guida; l’unica cosa che si vede è una certa agitazione intorno a improbabili ritorni al potere di qualche élite cattolica obbediente. Continua a leggere…

E ora, la democrazia

di Raniero La Valle

Il 15 aprile 1994 Giuseppe Dossetti, di cui il 15 dicembre scorso abbiamo celebrato i quindici anni dalla morte, dall’ospedale dove era ricoverato a Bazzano scriveva al sindaco di Bologna una lettera per denunciare i pericoli a cui, con l’avvento della destra al potere, era  esposta la Costituzione repubblicana. Prima di ogni altro Dossetti, che era stato un costituente sia nello Stato che nella Chiesa (a Montecitorio e al Concilio), aveva capito il senso globalmente eversivo del governo berlusconiano, che era allora appena agli inizi e aveva già detto di voler cambiare la Carta. Perciò il santo monaco auspicava  “la sollecita promozione, a tutti i livelli, dalle minime frazioni alle città, di comitati impegnati e organicamente collegati, per una difesa dei valori fondamentali espressi dalla nostra Costituzione”: non solo per “riconfermare ideali e dottrine”, ma anche per “impedire a una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la nostra Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema Continua a leggere…

APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI

Comitati Dossetti per la Costituzione

APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI

I Comitati Dossetti per la Costituzione si rallegrano per la successione di governo da Berlusconi a Monti, che chiude un periodo in cui la Costituzione repubblicana è stata esposta a un rischio mortale, quale Giuseppe Dossetti aveva denunciato fin dal suo insorgere nel 1994, e propongono alla firma il seguente

APPELLO

Per mettere al riparo il sistema democratico dai mali contratti in questi anni e soggetti ad aggravarsi al di là della stessa persona del premier sconfitto, noi chiediamo che nella prossima riforma della legge elettorale, oltre al ripristino della scelta dei rappresentanti da parte dei cittadini e a una riforma equilibratrice dell’esorbitante premio di maggioranza previsto per la Camera, venga incluso il divieto di contrassegni di lista recanti un nome di persona.

L’esperienza ha dimostrato come abbia alterato la qualità della vita democratica la personalizzazione della lotta per la guida politica del Paese, basata sul pregiudizio Continua a leggere…

Legare Gulliver

di Raniero La Valle

Il fatto che tre autorevoli personaggi entrati nel governo avessero partecipato al convegno cattolico di Todi, ha fatto dire a numerosi commentatori non informati dei fatti che la nuova aggregazione di associazioni che si sarebbe realizzata a Todi aveva dato subito il suo frutto politico, segnando così il “gran ritorno” dei cattolici alla politica. In realtà Todi non prova niente, perché se alcune entità lì presenti, come Sant’Egidio e l’Università cattolica, sono approdate con i loro capi al governo, altre entità di rilievo come CL, pur presenti a Todi, dal governo sono contestualmente uscite. Con Berlusconi o contro Berlusconi sempre cattolici sono. Neanche dell’assemblaggio di Todi si può dunque parlare come di una omogenea componente politica cattolica, dalla quale resta peraltro ben distinta l’altra componente di tradizione “cattolico-democratica”, che infatti subito si è riunita in un altro convegno, ed è anch’essa presente con un suo autorevole esponente nel governo Monti. Continua a leggere…

L’ipotesi unitaria

di Raniero La Valle

La giornata mondiale degli “indignati” ha il significato di un passaggio di fase, come quello del 9 novembre 1989, quando fu aperto il muro di Berlino.
Infatti, come l’evento dell’89 diede il via alla globalizzazione di un capitalismo selvaggio, così le mille piazze del 15 ottobre, fino alla follia delle violenze squadriste di Roma, hanno rivelato una coscienza universale e diffusa dell’iniquità e della non ulteriore tollerabilità di tale sistema.
Al confronto l’analisi di Marx era certamente più scientifica, ma la sua ricezione nella consapevolezza comune era ben più ristretta delle dimensioni raggiunte oggi dalla Continua a leggere…

Inscrivere lo stato nella sussidiarietà. Non viceversa.

riceviamo da Giorgio Armillei e volentieri pubblichiamo

Si parla molto di sussidiarietà, spesso spacciandola per qualcosa di ormai acquisito. Diritto comunitario e riforma costituzionale del 2001 avrebbero già fatto il miracolo: ridurre l’invadenza dello stato e articolare sapientemente i pubblici poteri.
Lo sviluppo di una dinamica sussidiaria nella società italiana, prima ancora che nell’organizzazione dei pubblici poteri, è invece lento, difficile e contraddittorio. La partita tra sussidiarietà e primato della politica è aperta. Ben ha fatto dunque Franco Monaco (http://www.tamtamdemocratico.it/)  a tentare un chiarimento se non altro a beneficio di un uso consapevole del termine sussidiarietà nel discorso pubblico. Continua a leggere…

Lo spirito e la materia di Assisi

di Raniero La Valle 

Ci sarà il 27 ottobre la salita delle religioni al monte santo di Assisi, per l’incontro ecumenico ed interreligioso indetto dal papa nel venticinquesimo anniversario di quel primo convegno dei leaders religiosi mondiali che fu promosso nel 1986 da Giovanni Paolo II, per la gioia di molti e il cruccio scandalizzato di altri, soprattutto uomini di curia e collaboratori a lui più vicini.
Tutte le religioni insieme: non è forse irenismo? Il problema che esplose allora si ripropone anche oggi.
La scommessa sta tutta nel fatto che il mettere insieme in nome della fede, e non della politica o della cultura, rappresentanti di religioni e Chiese diverse, non venga messo sul Continua a leggere…

Sciopero generale: adesione dei Comitati Dossetti per la Costituzione

I Comitati Dossetti per la Costituzione condividono le ragioni dello sciopero generale convocato dalla CGIL per il 6 settembre e partecipano alla giornata di mobilitazione nazionale contro questa manovra che, più che puntare al riequilibrio dei conti pubblici, approfitta della crisi finanziaria per manomettere i caratteri originali democratici e sociali della Costituzione italiana e per cancellare, sul piano simbolico, l’identità della Repubblica.

E’ fondamentale che dalla manovra venga eliminata la disciplina contenuta nell’art. 8, sui contratti collettivi aziendali,  che, nulla avendo a che vedere con il riequilibrio dei conti Continua a leggere…

Povera Italia

di Raniero La Valle

Era cominciata con uno slogan baldanzoso, ottimistico, allegro, “Forza Italia”, che evocava gioie e vittorie, un po’ come la “gioiosa macchina da guerra” del Grande Distruttore Occhetto, e finisce con una esclamazione amara, che sta sulle bocche di tutti, in patria e all’estero, sui giornali e nelle Cancellerie, ed evoca frustrazione, dolore, sconfitte: “Povera Italia!”

L’Italia è diventata più povera nel lungo ciclo berlusconiano, le cui ultime convulsioni, ancora dettate dalla protervia e dall’arroganza di chi in nessun modo vuole lasciare un potere che più non gli compete, riempiono le cronache politiche, giudiziarie ed economiche di queste settimane estive. Ma questa povertà non è solo di denaro, non è Continua a leggere…

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